C’è un posto dove si può ricominciare a vivere. C’è un posto che sta vicino al mare, vicino al cielo, vicino all’ombra degli ulivi.
Il posto dove fermarsi e pensare, sostare e osservare, mentre il tempo trascorre, mai inutilmente.

Picca Picca è il posto, improvviso, quasi imprevisto, in una terra già bellissima, dominata dal sole, dal mare, dal vento, dal silenzio, da una quiete che non ci appartiene più, eppure esiste e resiste.
Questa è una storia antica con una cronaca recente.

E’ la storia di una dimora che guardava i passanti senza essere guardata, è la cronaca di due passanti niente affatto distratti che hanno di colpo, non per caso perché non c’è soltanto il caso nella nostra esistenza, di colpo, dunque, hanno intravisto, visto, osservato, deciso.
Questo doveva essere il posto, a poco a poco, picca a picca più dolce, picca a picca più gentile, picca a picca più casa, culla. Questo è stato, questo è.
Gli ulivi sono i guardiani, immutabili eppure diversi uno dall’altro, incutono rispetto e suggeriscono la riflessione, non conoscono le stagioni, segnano il tempo con le loro chiome, le loro rughe profonde, avvitati sulla terra quasi a non voler fuggire da essa.
Sono la testimonianza del passare degli anni e della forza prepotente della natura.

Così come la pietra, la roccia, la terra rossa come il fuoco, simbolo di vita e, assieme, memoria antica.
Due dimore, quattro camere, luoghi di riposo e di piacere, isole del tesoro e grotte del pensiero.
Una piscina che si allunga, lingua fresca, celeste, celestiale, tra i guardiani che sono gli ulivi.

Dentro, il rifugio; fuori, la libertà; insieme, la coscienza di poter vivere e non sopravvivere, laddove la vacanza ritrova davvero il suo significato etimologico, vuoto di impegni, assenza di pensieri grigi. Picca Picca sogna, immagina e tenta di riempire questo spazio leggero, approfitta dei profumi del Salento, sfrutta la furbizia innocente di questa terra, si accomoda aspettando i passanti che non possono più procedere distratti.
Dall’alba, dalla prima colazione che è una coccola calda, fino al tramonto, Picca Picca accompagna lo sguardo e il pensiero, il cuore e il cervello.
Il mare si muove distante due chilometri, il paese è davvero dietro l’angolo, di qualche metro, qui non finisce l’Italia, qui comincia un altro mondo.